Piccoli scrittori crescono alla Brogi

LA GUERRA È A UN PASSO DA NOI”. Come ci siamo messe nei panni di un profugo in fuga dalla guerra.

La nostra personale esperienza scrivendo un libro per ragazzi è stata stupenda. All’inizio del programma di alternativa con il prof. Anforini, abbiamo affrontato il tema dell’intercultura e abbiamo avuto modo di conoscere le culture degli altri paesi. Abbiamo letto testi e guardato video sull’argomento, scoprendo quanto le diversità che ci distinguono siano una risorsa e non una barriera e come le abitudini, le tradizioni e i costumi dei popoli siano un fatto essenzialmente culturale. Con l’inizio del secondo quadrimestre, abbiamo iniziato con il nostro professore un laboratorio di scrittura creativa, attraverso il quale abbiamo prodotto un testo che non avremmo mai pensato che poi alla fine dell’anno scolastico sarebbe diventato un vero e proprio libro per ragazzi. Infine nell’ultima lezione del corso siamo state sottoposte in francese (grazie alla partecipazione della nostra professoressa Dolce di francese) a un colloquio con la commissione che rilascia i diritti d’asilo, provando sulla nostra palle che cosa è costretto ad affrontare un profugo richiedente asilo.

In poche parole, è stato sempre un sogno nel cassetto per tutte noi quello di riuscire a scrivere un libro. Ci conosciamo da quando facciamo la scuola dell’infanzia e nel libro scoprirete le nostre personalità: Ginevra che si fida di tutti, cosa questa che comporterà qualche bel guaio alle protagoniste della storia; Giovanna la ragazza protettrice, ma anche fredda e razionale quando serve; e Viola quella coraggiosa che è a tutti gli effetti l’anima del gruppo! Il compito consisteva nel mettersi nei panni dei profughi, affrontando una sorta di gioco di ruolo, difficile e avventuroso. Abbiamo così compreso al meglio che cosa significa scappare dalla propria casa, evadere dal proprio paese con poche cose in cerca di un posto sicuro. Il nostro libro parla infatti di tre ragazze di dodici anni che devono scappare da Sesto Fiorentino che è in guerra. Lasciano le loro famiglie, ahimè, fucilate da persone senza cuore. Inizia la loro fuga; da ragazze si ritrovano senza una casa e senza una linea guida per la loro sopravvivenza. Decise a raggiungere Livorno per poi cercare un passaggio via mare che le porti in Francia, attraversano i paesi di Empoli e Pisa, fra incontri e situazioni pericolose che metteranno alla prova, in primis il loro carattere, le loro abilità e le loro competenze; ma anche la loro amicizia. Se l’avessero viste dall’alto, qualcuno avrebbe detto che sono sorelle, cugine o parenti, ma in realtà erano solamente tre ragazze che condividevano lo stesso identico dolore e una solida amicizia. Camminando da un luogo all’altro dormiranno senza le consuete comodità dove capita, verranno derubate, ingannate e derise ma nessuno le butterà mai giù. Dopo tanti no, le protagoniste saranno costrette a cercarsi un lavoro per poi finalmente prendere il mare, fra colpi di scena, momenti dolorosi e felici.

Sapete, mentre scrivevamo questo libro ci siamo divertite molto, abbiamo immaginato il vero aspetto di ogni singolo personaggio della storia. Dai topi che invadono le strade francesi ai bambini che piangono per aver perso la mamma. Abbiamo curato ogni dettaglio cercando di scrivere un libro a tutti gli effetti. Tutti noi abbiamo un sogno, un’ambizione una cosa che diciamo “Non ce la potrò mai fare”, ma tutto questo non è vero. Noi ragazze, come tante altre, siamo la prova vivente che un sogno si può avverare. Abbiamo messo tutte noi stesse per scrivere questo libro (non smetteremo mai di ringraziare il nostro professore che ci ha dato carica e supporto per fare questo sorprendente lavoro). La cosa che ci è piaciuta di più è che, a nostro parere, siamo riuscite ad esprimere al meglio la forza di non mollare mai dei nostri personaggi; di non buttarsi mai giù e la consapevolezza che delle persone da qualche parte del mondo stanno vivendo le stesse cose che abbiamo vissuto noi nel libro. Ma la cosa è molto più seria. Loro la vivono ogni giorno, lottando per non morire, scansando bombe e proteggendo i propri figli. Noi abbiamo solo provato a immaginare una storia, ma a volte le storie sono tutto quello che siamo, persone che sognano. Bambini che la notte, sotto le coperte, leggono libri e immaginano loro stessi come protagonisti delle loro storie. Se avrete o avete proprio adesso il libro in mano capirete di che cosa stiamo parlando. Almeno lo speriamo. La copertina del nostro libro invece è tutto merito di Viola Marini, che con impegno e bravura è riuscita ad esprimere al meglio il significato di esso. Le mani color rosso rappresentano la paura, l’oscurità e la violazione della privacy del proprio corpo, come a tante donne purtroppo succede anche in ambiti di guerra. E un viso di un manichino, che può essere chiunque, che viene sfiorato da quelle mani. Questo è il significato della copertina. La paura, il terrore, la violenza e la sopraffazione nei confronti dei deboli. Con questo libro vogliamo raccontarvi una storia mai scritta prima, un racconto che può essere interessante ma anche cupo. Vi aspetterà un mix incredibile di emozioni.

BUONA LETTURA!

Scritto da: Ginevra Zucconi, Viola Marini e Giovanna Gualtieri

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